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La favola del Sassuolo capolista dura una notte. A sconfiggerla fuori dal campo è stata una PEC che avrebbe dovuto comunicare alla Lega Calcio l’inserimento del calciatore Antonio Ragusa nella rosa ufficiale dei 25 per la gara con il Pescara.
L’analisi dei LOG, forse, dirimerà la questione.

La favola sportiva del Sassuolo Calcio anche nella stagione 2016/17 stava continuando nel migliore dei modi. Qualificazione nella fase a gironi dell’Europa League, bel gioco orchestrato da Mister Di Francesco e primo posto in classifica nel campionato italiano grazie alle due vittorie in altrettante gare disputate.
Stava.
Nella giornata di ieri la Lega Calcio è intervenuta con un provvedimento che ha rovesciato diametralmente il risultato ottenuto sul campo dal Sassuolo con il Pescara (vittoria 2-1 degli emiliani) e consegnato la vittoria a tavolino per 3-0 agli abruzzesi.
L’anomalia ravvisata e che ha spinto il Giudice Sportivo ad intervenire riguarda il calciatore Antonio Ragusa, l’ultimo acquisto di questo calcio mercato estivo, arrivato il 26 agosto dal Cesena. L’esterno d’attacco è stato tesserato dopo la consegna ufficiale dei 25 della rosa del Sassuolo alla Lega Calcio per la partita con il Pescara. In casi come questi la norma prevede che il club invii alla Lega Calcio una PEC con la notifica della sostituzione. Iter che, in un comunicato di martedì 30 agosto, il Sassuolo dichiara di aver seguito correttamente. L’intenzione del club emiliano è quella di  presentare ricorso dopo le opportune verifiche finalizzate all’accertamento di quanto accaduto in relazione alla funzionalità del sistema informatizzato.
Ad oggi resta il fatto che all’account PEC della Lega Calcio il messaggio con l’inserimento di Ragusa non è mai arrivato.
A questo punto solo l’analisi dei LOG potrà dirimere la questione ed accertare se la PEC è stata regolarmente inviata nei termini o perché non è stata ricevuta dalla Lega Calcio.
In una comunicazione inviata tramite PEC la catena di passaggi tra mittente, gestore/i e destinatario è tracciata da una serie di certificazioni rilasciate dai soggetti gestori e sottoscritte con firma elettronica avanzata. In particolare il mittente riceve la ricevuta di accettazione dal proprio gestore che prova l’avvenuta spedizione del messaggio e la ricevuta di avvenuta consegna dal gestore del destinatario che prova l’avvenuta consegna e il momento esatto in cui essa si è realizzata (giorno e ora). La sicurezza dell’integrità e della provenienza dei messaggi di PEC sono garantiti dalla busta di trasporto predisposta dal gestore che la sottoscrive con firma elettronica avanzata e che costituisce il messaggio con cui viaggia quello predisposto dal mittente.
Le mosse che potrebbero riconsegnare la vittoria, i punti in classifica ed il primato per il Sassuolo sono:
richiedere al gestore del servizio PEC i dati dei messaggi inviati (l’obbligo della conservazione è di 30 mesi) e qualora non ne sia più in possesso la copia delle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna;
presentare prova informatica della corrispondenza inviata e delle ricevute di accettazione e consegna in quanto la PEC è una documentazione informatica e possiede valore legale al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il valore legale nel tempo, anche dei contenuti e non solo dei passaggi tra mittente e destinatario, è mantenuto attraverso la conservazione sostitutiva che la rende opponibile a terzi in caso di contenzioso.

La prova cartacea di un documento informatico non è considerata prova legale in quanto a differenza dei file nativi digitali, non è in grado di comprovare cosa sia stato effettivamente allegato al messaggio PEC oggetto di analisi. Le stampe di mail PEC, in sede di giudizio, diventano carta straccia in quanto non è possibile in alcun modo riconoscere l’origine.

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