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Il Ministero dello Sviluppo Economico è stanco di aspettare gli Ordini dei Professionisti sulla PEC e passa alle maniere forti. Per gli Ordini o Collegi che non aggiorneranno in tempi rapidi l’indice Ini-PEC si profila il commissariamento o lo scioglimento.

Senza mezzi termini o rischi di fraintendimento il Ministero dello Sviluppo Economico interviene sull’utilizzo della PEC da parte dei Professionisti.

A quasi quattro anni dall’istituzione dell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (Ini-PEC) sembra che i Professionisti non abbiano dato molto importanza all’obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata. Le irregolarità sono gravi ed abbastanza diffuse.
Secondo prassi, istituita il 29 novembre 2009, la PEC del professionista deve essere comunicata al proprio Ordine di appartenenza che provvede a renderla pubblica grazie alla registrazione nella banca dati dell’Ini – PEC. L’obiettivo è quello di creare una banca dati pubblica, snella e gestita dallo stato che dia l’opportunità di contattare un professionista o un’impresa operante sul territorio italiano.

Questo percorso sembra non trovare riscontro positivo da parte di molti ordini e collegi sia nazionali che territoriali i quali non provvedono ad effettuare l’invio degli aggiornamenti all’Ini-PEC, non confermano l’assenza di aggiornamenti degli indirizzi pec di propria competenza e alcuni dei loro professionisti iscritti nell’Ini-PEC per una determinata categoria professionale risultano facenti parte di ordini o collegi territoriali diversi.

Questa situazione ha portato alla decisione del Ministero dello Sviluppo Economico di intimare il commissariamento o lo sciogliemento di quegli ordini o collegi che non aggiorneranno in tempi rapidi l’indice Ini-Pec il quale, secondo decreto ministeriale, dovrebbe essere fatto con cadenza prima mensile e poi quotidiana.

Dopo questo primo e cruciale passaggio, il professionista dovrebbe preoccuparsi di attribuire il giusto valore alla propria corrispondenza PEC, la quale non è una semplice corrispondenza elettronica.

La PEC è una corrispondenza nativa digitale, un documento digitale a tutti gli effetti che ha valore legale al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno. I documenti digitali devono essere conservati ogni anno al pari dei documenti fiscali e tributari, l’unico modo per tutelare i contenuti della tua corrispondenza PEC è la Conservazione Digitale.

Ora che sai quanto vale la tua PEC, conservala digitalmente.

Chiedici maggiori informazioni, il nostro staff è a tua disposizione.